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santa sofia interno

Costruita nel 350 d.C. (o quanto meno iniziata) e fortemente voluta da Costantino, la Basilica ha subito molti cambiamenti nel corso del tempo. Il loro utilizzo permette una transizione elegante dalla forma quadrata della base dei piloni a quella emisferica della cupola. La Porta Imperiale era l'ingresso principale tra l'interno e l'esterno del nartece. L'imperatore, insieme al patriarca Eutichio, inaugurò la nuova basilica il 27 dicembre 537 con una celebrazione in pompa magna. Questo effetto è dovuto anche al fatto che la parte centrale della chiesa è più ampia e maggiormente illuminata rispetto alle zone laterali, e contrasta con ambienti più scuri e con la netta divisione in più piani dello spazio che invece al centro è slanciato verso l'alto. Da quel momento in poi fino ad oggi è severamente vietata qualunque forma di culto all’interno di Aya Sofya. Al momento della presa di Costantinopoli, durante la Quarta Crociata, la chiesa fu saccheggiata e profanata dai cristiani latini. Durante gli scontri che avvennero in seguito, questa prima chiesa fu in gran parte distrutta da un incendio. Quando Isidoro il Giovane ricostruì la cupola, nel frattempo crollata a causa di un terremoto, dovette prima riportare a piombo le mura sottostanti rinforzandone l'interno in modo che queste fossero in grado di sostenere il peso della nuova copertura. Alle colonne vennero appesi otto giganteschi medaglioni circolari, opera del calligrafo Kazasker Mustafa İzzed Effendi (1801-1877). Nel corso degli anni sono stati aggiunti alcuni mausolei laterali. Gli interni sono arricchiti con mosaici a fondo d'oro, di grande valore artistico, marmi pregiati e stucchi. [3] Nulla di essa rimane oggi. L'imperatore Basilio I ordinò che la chiesa fosse riparata. Uno dei Ulamā (studiosi islamici) presenti salirono poi sul pulpito della chiesa e recitarono la Shahada ("Non ci sono altri dei se non il Dio, e Maometto è il suo servo e il suo messaggero"), segnando così la conversione della chiesa in moschea.[17][18]. La chiesa ricostruita da Giustiniano I è la versione attuale della Basilica ed è completamente diversa dalle versioni precedenti. "The Fall of Constantinople", p. 149. La cupola di Santa Sofia suscita un particolare interesse fra gli storici d'arte, gli architetti e gli ingegneri per le sue caratteristiche innovative e grandiose. La galleria superiore è disposta a ferro di cavallo e segue la navata centrale fino all'abside. All'interno, alcuni corridoi laterali riccamente decorati (che hanno ispirato la Basilica di San Marco a Venezia) conducono al grande vano della navata centrale, dominato dalla maestosa cupola. Nel 1453 il Sultano Maometto II assediò Costantinopoli, distruggendo molti edifici Sacri e imperiali, guidato dalla sua ossessione di consegnare la città al mondo orientale. Con l'aiuto della società di servizi finanziari American Express, negli anni 1997-2002 il World Monuments Fund stanziò una serie di sovvenzioni per il restauro della cupola. I pennacchi della galleria sono realizzati con la tecnica dell'Opus sectile e mostrano schemi, immagini di fiori e uccelli. Nel 726, l'imperatore Leone III Isaurico emise una serie di editti contro la venerazione delle immagini, ordinando all'esercito di distruggere tutte le icone ed inaugurando il periodo di iconoclastia bizantina. [3] Giovanni Zonara concilia le due opinioni, riferendo che Costanzo aveva riparato l'edificio consacrato da Eusebio di Nicomedia dopo che era crollato. Affidò i lavori a Isidoro il Giovane, nipote di Isidoro di Mileto, che utilizzò materiali più leggeri ed elevò la cupola di altri 6,25 metri. La chiesa di Santa Sofia a Benevento LICEO SCIENTIFICO “G.Rummo” BENEVENTO prof. Nicola Mucci 4 Tutte le murature perimetrali sono di cm. Il 1º febbraio 1935 divenne un museo. La cupola principale crollò completamente durante un terremoto successivo, avvenuto il 7 maggio 558,[6] distruggendo l'ambone, l'altare e il ciborio. Dopo molte pressioni da parte dello stesso Erdoğan, infatti, il 10 luglio 2020 il Consiglio di Stato turco ha annullato il decreto di Atatürk del 1934, cancellando la trasformazione della moschea in museo. Essa è sostenuta da quattro pennacchi, una soluzione mai utilizzata prima. Date le lunghe code che si formano all'ingresso della basilica, vi consigliamo di arrivare a Santa Sofia al mattino presto. Costruita nel 350 d.C. (o quanto meno iniziata) e fortemente voluta da Costantino, la Basilica ha subito molti cambiamenti nel corso del tempo. [42] Due di essi scomparvero e vennero riprodotti in affresco durante il restauro di Gaspare Fossati, che fece ricoprire il loro viso con un alone d'oro. Lo storico bizantino Niceta Coniata descrisse come furono rubate dalla chiesa molte reliquie, tra cui una pietra della tomba di Gesù, il latte della Vergine Maria, il sudario di Gesù e le ossa di alcuni santi, portate verso le chiese dell'ovest. Su di esse sono stati collocati dei teli per coprire gli storici mosaici del secondo piano, così come i grandi medaglioni che decoravano gli interni del tempio. Possiamo supporre che siano stati svelti perché avevano esperienza pratica oltre che conoscenze teoriche, ma in realtà non abbiamo notizie di altri edifici costruiti da loro. [27] Tuttavia, nel 2006, subito prima della visita del Papa Benedetto XVI[28], il governo turco decise di destinare una piccola stanza del complesso museale a luogo di preghiera per tutte le religioni. La prima preghiera pubblica islamica del venerdì si è svolta nell'edificio il 24 luglio successivo. Un incendio e diversi terremoti hanno fatto crollare più volte la cupola, ricostruita fino ad arrivare al giorno d’oggi. La chiesa fu riaperta il 13 maggio 994. Paolo Silenziario, invece, compose un poemetto, o ecphrasis, richiamando soluzioni letterarie tipiche dell'epoca giustinianea. [26], Durante questo periodo l'uso del complesso come luogo di culto era severamente proibito. I mosaici tuttora presenti appartengono al periodo post-iconoclasta[40]. [43], Il Presidente della Turchia trasforma formalmente Hagia Sophia in una moschea, Virtual Hagia Sophia: Restitution, Visualization and Virtual Life Simulation, The Architect Trdat: Building Practices and Cross-Cultural Exchange in Byzantium and Armenia, Journal of the Society of Architectural Historians. I due fratelli consolidarono la cupola e le volte, raddrizzarono le colonne e rinnovarono la decorazione degli esterni e degli interni dell'edificio. Al secondo piano si trova anche la tomba di Enrico Dandolo, 41º doge della Repubblica di Venezia, che morì a Costantinopoli nel 1205. Moschea Blu (443 m) Fu edificata da Giustiniano, tra il 532 e 537, ed è un meraviglioso esempio d'arte bizantina. La pianta ha probabilmente ricalcato quella della basilica costantiniana. Santa Sofia, cattedrale dell’Assunzione di Mosca Nel suo poema “Il matrimonio del Cielo e dell’Inferno”, William Blake scrisse: “ Gli antichi Poeti animarono tutti gli oggetti sensibili con Geni o Divinità, dando loro dei nomi e decorandoli con le proprietà dei boschi e dei … Dopo un nuovo grande terremoto avvenuto il 25 ottobre 989, che rovinò la grande cupola, l'imperatore bizantino Basilio II chiese all'architetto armeno Trdat, creatore delle grandi chiese di Ani e Argina, di ripararla.

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